“Non c’è sentimento che cresca più rigoglioso della paura, e saremmo davvero ben povera cosa senza le paure che abbiamo patito. E’ una tendenza caratteristica degli esseri umani esporsi continuamente alla paura. Le nostre paure non vanno mai perdute, anche se i loro nascondigli sono misteriosi. Forse, di tutte le cose del mondo, nulla si evolve e si trasforma meno della paura.” (Elias Canetti)

Emozione primaria umana ed animale, causata dal pericolo reale o immaginario. Esige come risposta la lotta o la fuga. Condiziona spesso il nostro futuro e la lotta per la sopravvivenza. Spesso immotivata, quasi sempre pessima consigliera perché ci induce a risposte inconsulte come l’ira o il terrore… o la depressione. È antica e potente ed è legata all’ignoto, alla morte, al dolore, alla sofferenza e alla speranza. La paura ti rende prigioniero mentre l’amore ti rende libero perché uccide la paura e ti aiuta nel combattimento come un Dio invisibile alle tue spalle. La causa della paura è la mancanza di fiducia in se stessi e ciò alimenta vergogna, gelosia, collera, arroganza, tutte manifestazioni della paura. Il vero nemico è sempre la paura perché penetra nel cuore e lo annichilisce. La paura è sorella del male e figlia delle aspettative future. Chi si affranca dal futuro non teme più nulla e tenta di essere felice nel presente. L’uomo pauroso cerca sempre un nemico da odiare e se questo non esiste… lo inventa. Gli agitatori politici più cinici e malvagi creano paure ad hoc per controllare le masse amorfe. Col trionfo della Techne il controllo delle masse attraverso la paura indotta è ancora più semplice. Già Hobbes aveva spiegato cinque secoli fa che interesse e paura sono i princìpi cardinali della società e così accade spesso che la paura di un male ci conduca ad uno peggiore.Un antidoto? La risata, la comicità, la convinzione che vincere la paura è l’inizio della saggezza e che la paura del pericolo è molto più spaventosa del pericolo vero e proprio. Come sempre occorre ascoltare Friedrich Nietzsche “Si sbaglierà di rado se si ricondurranno le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all’abitudine e quelle meschine alla paura.”

In effetti gli esseri umani quando hanno paura, quando temono di esseri giudicati compiono le azioni più turpi. In realtà pochissimi mostri meritano la nostra paura. E poi i mostri non muoiono ma ciò che invece possiamo uccidere è la paura che ci incutono. Malgrado in ognuno di noi alberghi la convinzione che soltanto l’amore allontana la paura, temiamo, amando, di dover rinunciare ad una parte di noi stessi. Quanti amori non nascono per paura? Quante barche invecchiano senza toccare il mare? Molti esseri umani vogliono soltanto sicurezza e così… non avranno sicurezza ma in compenso vivranno sempre nella paura.

“Siamo minacciati dalla sofferenza da tre versanti: dal nostro corpo, condannato al declino e al disfacimento e che non può funzionare senza il dolore e l’ansia come segnali di pericolo; dal mondo esterno, che può scagliarsi contro di noi con la sua terribile e formidabile forza distruttiva; infine, dalle nostre relazioni con gli altri.” Così scrive con grande rigore Sigmund Freud. Come non essere d’accordo? In fin dei conti la paura atavica è sempre la stessa: la Morte, il timore dell’ignoto. E così società, chiesa, stato, vogliono che tutti vivano in una condizione di paura costante. E così agli albori dell’umanità nacquero gli Déi.

Scrive Spinoza che paura e speranza sono indissolubili. È vero. Infatti da molto tempo non provo paura perché ho perduto ogni speranza… però sono pronto ad infondere coraggio a chi ne ha bisogno. Ho già vinto perché nella mia vita ho salvato Cosette e non esiste nulla di meglio al mondo. Ora attendo, come Antonius Blok, il combattimento finale e allora, in silenzio e da solo, scoprirò di che pasta sono veramente fatto.

 

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