“Possiamo consolare o soffocare ogni essere che stringiamo fra le braccia. E il momento divino della decisione.”
(Stanisław Jerzy Lec)

Il tagliente Lec, come suo costume, ci va giù pesante ma il problema esiste, la decisione è spesso un oneroso fardello. Noi poveri cristi oscilliamo tra l’energico e rischioso decisionismo napoleonico e la continua indecisione di Kierkegaard. A volte non riusciamo a de-caedere, a tagliare, definire, stabilre. La capacità decisionale è fondamentale per la nostra esistenza e scegliere di non decidere è comunque una decisione... spesso peggiore di ogni altra. Chi bacia per primo si assume un rischio ma l’alternativa è decisamente peggiore. In genere le decisioni importanti si assumono in pochi secondi e sono soltanto l’inizio di una strada della quale non conosciamo la lunghezza.
Ciò che imputiamo sovente alla sfortuna è il risultato di nostre decisioni sbagliate o poco intelligenti. Non è semplice decidere che tipo di studi intraprendere da adolescenti, decidere se sposarsi e, ancora più complicato, se mettere al mondo figli. Decidere chi amare, quali amici frequentare, di chi fidarsi. Ancora più complicato e terribile è dover scegliere per altri quando si ricoprono incarichi di grande responsabilità. Occorre molta forza, coraggio, capacità di mettersi in gioco e rischiare nella consapevolezza che spesso non esiste una risposta giusta e che qualsiasi sia la decisione presa in quel momento, l’istante successivo potrebbe smentirla immediatamente. Ovviamente nessuno ricorderà le tue scelte giuste ma tutti ricorderanno quelle sbagliate o presunte tali. Questo va messo in conto. Non bisogna scegliere che fare nei momenti di sconforto o di euforia. La decisione va presa con calma e freddezza. Molto difficile. Ecco perché in realtà gli esseri umani non amano davvero la libertà. Essere veramente liberi significa dover decidere, scegliere, rischiare. Molti preferiscono affidarsi ad altri, ad un uomo “forte” che decida (male) per loro. Svendono la libertà per una fasulla sicurezza. Far decidere altri della nostra esistenza è pessimo e assai pericoloso. Preferisco sbagliare per conto mio. Da ragazzino decisi che avrei dedicato il mio tempo allo studio e alla lettura e da vecchio ne sono felice. Poi decisi di sposarmi ed avere figli, scelte che coinvolgono altri e quindi più difficili e rischiose. Per quanto mi riguarda penso di aver fatto bene ma non so cosa ne pensino moglie e figli. Poi decisi di abbandonare un lavoro assai ben remunerato e scelsi la strada della povertà scolastica. Ne sono felice e continuo a combattere come i giapponesi sconfitti. Se ho salvato anche un solo ragazzo la mia vita acquista un senso... altrimenti no. Poi decisi di fare il preside. Probabilmente non sono un granché ma grazie a coloro che mi circondano riesco a tenere la barra dritta. Poi decisi di percorrere la strada più impervia, quella politica, animato da buone intenzioni e come si sa le buone intenzioni lastricano la strada infernale. Eppure ritengo di aver scelto bene e non mi pento. Il tempo dirà e il tempo a volte è galantuomo. Non mi pento delle decisioni prese e degli errori commessi. Soltanto chi sta cinicamente ed opportunisticamente a guardare non sbaglia... e critica. Criticare è semplice, decidere è più complicato.

Adesso è giunto il tempo dei bilanci, dei conti, della preparazione all’ingiuria del tempo: la vecchiaia. Non ho paura e non nutro speranze. So che continuerò a decidere e ad assumermi le mie responsabilità come ho sempre fatto nella mia vita. Disprezzo coloro che non decidono mai nulla, gli eterni indecisi criticoni. Penso che un uomo saggio ed onesto intellettualmente decida mentre il cinico ignorante segue l’opinione pubblica dominante. Il rischio consiste nell’esser liberi e nel non aver paura di schierarsi contro la dittatura della maggioranza, molto spesso, in errore. Il secolo scorso e i tempi attuali forniscono molti esempi. Minoranze di uomini liberi, a volte soli, si sono schierate contro le dittature pagando prezzi altissimi. Si chiama coraggio della libertà. Oggi occorre coraggio per schierarsi contro il giustizialismo imperante e la dittatura del pensiero unico politicamente corretto. Cuore e ragione mi suggeriscono che è giusto così.
Coloro che non prendono mai decisioni e non si assumono responsabilità mi ricordano ombre di parassiti senza dignità.

“La triste verità è che molto del male viene compiuto da persone che non si decidono mai ad essere buone o cattive.”
(Hannah Arendt)

Il succo è questo...

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