Viviamo un momento drammatico. In questi mesi i dirigenti, i loro collaboratori, i docenti, il personale tutto hanno presidiato le scuole con encomiabile spirito di sacrificio per garantire sicurezza e qualità del servizio agli studenti e alle loro famiglie.

Questa è la realtà dalla Sicilia al Trentino. In estate tutto ciò che era possibile organizzare è stato organizzato. I protocolli sono stati rispettati, i beni acquistati, la sicurezza garantita. Come al solito i mezzi di dis-informazione si sono comportati male. Non scrivono mai di una foresta che cresce quotidianamente ma puntano il dito su singoli e fisiologici accadimenti negativi, esasperano gli animi, rincorrono spesso false notizie. Nulla di nuovo sotto il sole.

La ripresa dei contagi e i numerosi focolai da COVID-19 registrati nelle scuole costringono ad un rigoroso rispetto dei protocolli, pena il corto circuito. I Dipartimenti di prevenzione delle ASL sono in difficoltà e non riescono a volte ad agire tempestivamente nel rispetto delle Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia contenute nel Rapporto I.S.S. n. 52 del 21 agosto scorso.

Fughe di notizie, passaparola, comunicazioni trasversali e scorrette, sia pure spesso a fin di bene, sono perniciose, pericolose e possono sconfinare nel reato penale di procurato allarme. Da tutto ciò scaturiscono incomprensioni con le famiglie che di fronte ad un caso sospetto o sintomatico, vedono nella scuola l’unico interlocutore tenuto a prendere provvedimenti che, invece, non le competono.

Per completare il quadro si aggiunga la difficoltà di reperire supplenti per sostituire i docenti in quarantena nel momento in cui risulta ancora problematico disporre dell’organico completo, date le notevoli difficoltà di gestione delle GPS in molte regioni. Dirigere le scuole al tempo della pandemia è attività complessa che richiede nervi saldi, coraggio, pazienza e abnegazione.

I dirigenti e tutto il personale della scuola opera in questo senso ma occorre chiarezza dei ruoli. Ognuno faccia la propria parte. Soltanto in questo modo potremo tornare alla normalità. La scuola tenta di svolgere bene il proprio ruolo. Gli altri attori si comportino di conseguenza senza inutili e dannose invasioni di campo. La Nazione deve ripartire dalla Scuola alla quale spetta un posto centrale.

Invito i docenti, il personale, gli studenti, le famiglie a riflettere su quanto in questo momento sia essenziale un elemento che spesso è andato perduto: l’orgoglio di appartenere al mondo della scuola, il migliore dei mondi possibili o, se volete, il meno peggiore. La scuola non è al servizio delle aziende. Essa deve formare cittadini pensanti. La scuola non è didattica a distanza (estrema ratio)ma rapporto umano, empatico, basato sull’intelligenza emotiva di docenti ed allievi.

La scuola è la salvezza di questo povero, sciagurato, martoriato paese.

Lavoriamo assieme per tenerla sempre aperta e accogliente.

Nicolò Scialfa,

Dirigente Omnicomprensivo Valle Scrivia

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